Il termine politica, secondo Aristotele, significava l'amministrazione della "polis" per il bene di
tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.
Negli anni, nei movimenti di opinione, si è delineato la convinzione che la politica sia la sfera
delle decisioni collettive sovrane il cui fine ultimo è la conquista e il mantenimento del potere.
Potremmo dire che la politica è quell’attività umana, che si esplica in una collettività, il cui fine
ultimo è incidere sulla distribuzione delle risorse materiali e immateriali perseguendo l’interesse
di un soggetto, sia esso un individuo o un gruppo.
Appare evidente che la politica sia sempre più strumentale alle dinamiche attuate dai vari partiti
o gruppi di pressione per riuscire a conquistare il potere politico. Se chiedi alla gente cosa pensa
della politica spesso viene associata all’attività dei partiti, a volte viene vista come cosa per
pochi addetti ai lavori e comunque molto autoreferenziale; tutti concordano che è necessaria in
una moderna società, molti vorrebbero avvicinarsi ma difficilmente trovano spazi.
Forse perché la politica è appannaggio di pochi, forse perché con il suo linguaggio poco
comprensibile ostacola l’approccio della gente comune o più semplicemente perché è più
semplice delegare ad altri che impegnarsi in prima persona. Di fatto in politica troviamo sempre
le stesse persone ad occupare l’occupabile e il ricambio avviene con molta fatica e poche sono le
persone nuove e ancor meno sono i giovani che si avvicinano.
Cosa fare perché la politica non sia solo per pochi e soliti eletti e diventi sempre più uno spazio
pubblico al quale tutti i cittadini vi partecipino?
I politici hanno il dovere di avvicinare la gente alla politica e facilitare l’inserimento di nuove
persone alla gestione del potere, non è pensabile che un valore così importante sia proprio solo di
una casta.
I cittadini, giovani donne e giovani uomini, siano consapevoli che fare politica sia un diritto da
esercitare per l’amministrazione del bene di tutti e un dovere di ognuno parteciparvi in merito a
decisioni collettive.
È auspicabile un cambio generazionale.
